Conferenza di prevenzione virus HPV
e musiche della orchestra Suzuki del Canavese
 
Ivrea 15 ottobre 2016
 
 
I Distretti italiani del Rotary internazionale promuovono il progetto nazionale per prevenire le infezioni da HPV, mediante la vaccinazione.
 
L'HPV (acronimo di
Human Papilloma Virus) costituisce una famiglia composta da oltre cento varietà diverse di virus.
La maggior parte dei papillomi, quelli a basso rischio, procura lesioni benigne, come le verruche, che colpiscono la cute, e come i condilomi, che interessano le mucose genitali ed orali. Alcuni tipi di HPV sono invece definiti ad alto rischio oncogeno, perché sono coinvolti nella comparsa di neoplasie e precisamente nel 26% dei tumori dell'orofaringe, nel 40% dei tumori della vulva, nel 50% dei tumori del pene, nel 70% dei tumori della vagina, nel 90% dei tumori dell'ano e nel 100% dei tumori del collo dell'utero.
 
E' documentato che l'infezione si trasmette prevalentemente per via sessuale e che è molto frequente nella popolazione, tanto che si stima che l'80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita, con almeno un tipo di questi virus.
 
L'infezione, che più spesso è asintomatica, può evolvere in 3 modi: regressione, persistenza e progressione. Allo stato attuale non esiste una cura medica per l'infezione virale, ma sappiamo che fortunatamente il 60-90% delle infezioni da HPV si risolve spontaneamente entro 1- 2 anni dal contagio. La persistenza dell'infezione virale è invece la condizione necessaria per sviluppare lesioni precancerose, che possono poi progredire fino al cancro.
 
Da oltre 10 anni nel mondo è iniziata la vaccinazione per prevenire le infezioni da papilloma virus, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza del cervicocarcinoma, che rappresenta il quarto tumore maligno più frequente nel sesso femminile e che è stato il primo cancro riconosciuto dall'OMS come totalmente riconducibile ad un'infezione.
I dati riferiti all'Italia, pubblicati nel 2015, mostrano un'incidenza di circa 3000 casi, di cui un terzo non riesce a guarire.
 
Da più di 60 anni è iniziata la prevenzione secondaria del cervicocarcinoma mediante il pap test, che consente di identificare le lesioni precancerose e quindi di intervenire con adeguata terapia, prima che le stesse evolvano in carcinoma.
 
Oggi esiste un'altra metodica di screening: l'HPV test, che permette di rilevare la presenza dei tipi di papilloma virus ad alto e medio rischio, prima ancora che le cellule del collo dell'utero presentino le modifiche visibili con il pap test. Essendo la presenza del papilloma indispensabile per lo sviluppo del tumore, si possono identificare con grande anticipo le donne a rischio, anche se un HPV test positivo non significa che la donna svilupperà il tumore, perché sappiamo che l'infezione può regredire spontaneamente.
 
Poiché il cancro del collo dell'utero è un tipo particolare di infezione, si può ricorrere alla sua prevenzione primaria con la vaccinazione, così come accade per molte malattie infettive. Oggi sono disponibili 2 vaccini: il vaccino bivalente, attivo contro i genotipi 16 e 18, ed il vaccino tetravalente, che protegge anche contro i genotipi 6 e 11; essi prevedono modalità di somministrazione diverse (2 o 3 dosi), in funzione dell'età del soggetto. Dal prossimo anno sarà a disposizione un nuovo vaccino nonavalente, capace cioè di protezione nei confronti di 9 tipi di virus.
 
Attualmente in Italia la vaccinazione non è obbligatoria ed è offerta gratuitamente alle ragazze nel dodicesimo anno di vita, con una adesione di circa il 70%.
Come per tutte le vaccinazioni l'obiettivo è di arrivare alla copertura del 95% della popolazione coinvolta nel programma di intervento. Gli ultimi dati relativi all'ASL TO 4 ci dicono che siamo ancora lontani dall'obiettivo e che, all'interno dell'asl, sono i distretti di Ivrea e di Cuorgnè quelli che più devono incentivare l'attività.
 
La campagna promossa dal Rotary ha lo scopo di informare le studentesse e le loro famiglie sulla storia naturale dell'infezione da HPV, con tutte le possibili gravi conseguenze di tipo oncologico, e sui vantaggi che derivano dalla vaccinazione, che assicura una protezione molto elevata, specie se la somministrazione del vaccino avviene prima dell'inizio dei rapporti sessuali.
E' notizia di questi giorni che il Piemonte, aderendo al piano vaccinale nazionale, dal 2017 renderà possibile e gratuita la vaccinazione anche per i maschi, a partire dai 9 anni di vita, utilizzando il nuovo vaccino nonavalente, appena sarà messo in commercio.
 

 

 

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